M. Sieber. olio su tela, 1913.
La grandiosa immagine del volto di Beethoven appare a un uomo e una donna ignudi che, nell'intento dell'Autore, rappresentano tutta l'Umanità.

Naoum Aronson, scultore russo-francese
(1872 – 1943). Fusione cava in bronzo,
patina verde, Bonn, 1905.

Rudolf Alfred Höger, pittore
e paesaggista viennese, 1876–1928.
Olio su tela, fine Ottocento.

Marcello Mascherini, scultore e scenografo italiano (1906 – 1983). Fusione in bronzo, patina verde, Trieste, 1925.

Particolare in facsimile
della partitura autografa
della
Nona Sinfonia.

Alois Kolb, allegoria ispirata alla Sonata per pianoforte in do minore n.8, opera 13 “Patetica” (1798-1799).
Acquaforte e acquatinta originale, Lipsia, 1921.

Busto di Marcel André Bouraine,
1925 circa.

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L1770-2020V
BEETHOVEN

L’Uomo. Il Genio. Il Mito

Una grande mostra oltre i confini della musica  


Galleria Harry Bertoia – Pordenone
settembre – dicembre 2021


A duecentocinquant’anni dalla nascita di Ludwig van Beethoven, in un affollato confronto culturale con iniziative e manifestazioni dedicate all’Anniversario, il presente progetto vuole collocarsi come “una grande mostra oltre i confini della musica”: “grande” per l’intrinseco valore internazionale dell’evento, garantito dalla qualità e dall’unicità delle opere esposte, provenienti dalla Collezione Carrino di Muggia, tra le più importanti collezioni beethoveniane esistenti al mondo. “Oltre i confini della musica”, per la molteplicità di prospettive e punti di vista che abbracciano un ampio pubblico, non solo musicisti e musicologi, ma anche appassionati d’arte, di libri, di cinema, di storia del costume, collezionisti o, semplicemente, curiosi attratti dalla singolare vicenda umana e artistica di Beethoven, vivificata da contributi multimediali in un moderno spazio espositivo.

“Da dove ha origine il Mito di Beethoven?
Dall’incontro tra la sua genialità, che lo allontana da noi, e la sua umanità che lo avvicina a noi.” 

Lionello Balestrieri, Beethoven compone le sue “Sinfonie”.
Cartolina stampata a Parigi, primo Novecento.

Sicuramente l’evento di Pordenone sarà una mostra mai vista prima, che vuole cogliere e sondare, attraverso un percorso multiforme e coinvolgente, tre aspetti inseparabili del grande musicista tedesco: l’Uomo, il Genio, il Mito.
È indubbia la dimensione mitica di Ludwig van Beethoven. Poche figure possono vantare un’immagine così potentemente stampata nell’immaginario collettivo: il suo volto iconico è patrimonio dell’umanità, come quelli di Gesù, di Albert Einstein, di Leonardo da Vinci e di pochi altri. L’attacco della Quinta Sinfonia è il più conosciuto al mondo. L’Ode alla gioia di Friedrich Schiller, musicata nella Nona Sinfonia, è l’Inno d’Europa. I suoi funerali sono stati tra i primi eventi mediatici della storia. Da che cosa ha origine questo Mito? La mostra azzarda un’ipotesi: dal singolare incontro tra la genialità di Beethoven (ciò che lo allontana da noi) e la sua umanità (ciò che lo avvicina a noi). Questo gigante della musica, infatti, ha saputo incarnare valori profondamente umani: la dignità d’animo che prevale sulla nobiltà di sangue, la libertà che sfida le convenzioni, la forza interiore che vince il destino di un orecchio assoluto condannato alla sordità, un dramma incomunicabile, eppure comunicato lucidamente nel Testamento di Heiligenstadt. Il Maestro, che vive e si esprime con il vigore fisico dei suoi slanci, è anche figura metafisica, che combatte in un sublime e solitario mondo mentale:“Il mio regno è nell’aria. Come spesso fa il vento così i suoni turbinano intorno a me, così tutto turbina attorno alla mia anima”.

“Artista profondamente umano, musicista filosofo, prima “rockstar” della storia, icona sacra e dissacrata… Chi è Beethoven?” 

Cartolina del 1918 e gadget beethoveniano: il Maestro fumante.

In Beethoven la potenza artistica sembra l’estensione in note dei suoi fieri tratti somatici. Le sue sinfonie parlano all’uomo e dell’uomo, create intorno a concetti dal riverbero universale: fede, amore, gioia, destino. Con lui la musica diventa pensiero e il pensiero diventa musica, che scaturisce da un mondo interiore, sospinta dalla coscienza e dalla libertà di un artista moderno.
Con la sua cultura e il suo rigore intellettuale, Ludwig van Beethoven è un musicista filosofo. Con la sua energia, è la prima “rockstar” della storia.
Molteplice e complesso, anche con la sua biografia intrisa di umanissime contraddizioni, il Genio tedesco ha saputo colpire l’immaginazione popolare: la sua arte sublime (e l’ombra della sua arte) è stata così sottratta dalle cattedrali della musica, fino a essere “dissacrata” nelle violente liturgie di Arancia Meccanica. Il suo volto indimenticabile è stato prestato al Kitsch, finendo per diventare ambasciatore di… vino, o per nobilitare perfino una modesta pipa. “Ceci n’est pas Beethoven”, direbbe Magritte. In realtà, anche questo è Beethoven: è il suo tributo pagato a un destino d’immortalità.

“Una mostra narrativa e interattiva, per cultori della bellezza ed esploratori di curiosità.”

Fotografia originale della camera da letto dove Beethoven morì il 26 marzo 1827.
Vienna, Schwarzspanierhaus (Casa degli Spagnoli Neri), Atelier Brand & Barozzi, 23 ottobre 1903.

L’esplorazione del rapporto tra l’Uomo, il Genio e il Mito, diventa così il filo rosso della mostra che si svolge nei due piani della Galleria Harry Bertoia di Pordenone. L’indagine si fonda su preziosi indizi: opere d’arte uniche(pittura, scultura, grafica) e capolavori di arte applicata, esemplari selezionati dalle collezioni di medaglieex libris, figurine, filatelia e pubblicità tra le più grandi al mondo. Ampio spazio è dedicato a documenti, biografie, pubblicazioni musicali, spartiti, con una straordinaria selezione di prime edizioni ed edizioni di pregio. Il percorso narrativo è affiancato da approfondimenti tecnici e storici sulle forme artistiche proposte, arricchito da contributi multimediali e da un “laboratorio” interattivo per approfondire Beethoven “sotto la lente d’ingrandimento”.
La mostra sarà, inoltre, arricchita da un fitto calendario di eventi musicali e culturali in tema con le proposte espositive.


PRIMO PIANO: L’UOMO E IL GENIO

Percorso dedicato all’Uomo: la sua vita, il suo mondo, i suoi sentimenti, i suoi ideali.

La mostra comincia con una premonizione dello spirito beethoveniano, affidata a versi del Trecento, proposti in una rarissima e autentica edizione a stampa dei primi anni del Cinquecento! Dopo questo incipit fuori del suo tempo, Beethoven si racconta in prima persona, calandoci dentro la sue inquieta biografia. La ricchezza della Collezione Carrino ci consente di conoscere i mille volti del Genio, i mille luoghi di un’esistenza “nomade”, tuttavia trascorsa intorno al baricentro di Vienna, i suoi amori difficili e misteriosi, le sue complicate relazioni sociali, i suoi contrasti con l’aristocrazia committente. Dopo una pausa dedicata alle meraviglie editoriali fiorite intorno a Beethoven, il percorso culmina con un radioso omaggio al mondo ideale e al pensiero beethoveniano, che sostanziano l’originale genialità delle sue opere, per poi sprofondare dentro il dramma della sordità, in una stanza oscura che racconta un musicista prigioniero del silenzio. 


SECONDO PIANO: IL GENIO E IL MITO

Percorso dedicato al Mito beethoveniano nelle sue molteplici e geniali manifestazioni.

Una riflessione audiovisiva sul Mito beethoveniano apre la seconda parte della mostra, che accoglie lo spettatore con una spettacolare selezione di opere d’arte, in particolare sculture, che offrono una declinazione su scala europea del culto artistico di Beethoven. Completano questa sezione una rassegna di pregiate edizioni, ancora da vari Paesi europei, e un approfondimento sulla Nona Sinfonia, Inno d’Europa. A seguire è dedicato un ampio spazio alle estreme manifestazioni del Mito beethoveniano, alla sua consacrazione e dissacrazione: dalla strumentalizzazione politica della sua persona e della sua opera, al suo volto prestato a capolavori di arte applicata ma anche al mondo del Kitsch e alle sue involontarie interpretazioni come testimonial pubblicitario.

Dopo una raccolta parentesi riservata a medaglie ed ex libris, con autentici capolavori di un’arte intima e ancora poco conosciuta, la mostra si chiude con un’apertura dedicata a geniali opere grafiche ispirate dai geniali capolavori di Beethoven: uno spalancarsi di vere e proprie visioni musicali.


MOMENTI MUSICALI COLLATERALI

Per tutta la durata della mostra sono previsti e programmati concerti e lezioni concerto di approfondimento, all’interno dello spazio espositivo. Un fitto calendario di appuntamenti offrirà agli spettatori l’opportunità di coniugare momenti di ascolto e visite a tema guidate.

Il calendario degli eventi è attualmente in corso di definizione.